CRASH MERCATI FINANZIARI PRIMO TRIMESTRE 2020: ALCUNE INTERESSANTI CONSIDERAZIONI DEDICATE AGLI INVESTITORI DI LUNGO TERMINE E AI CONSULENTI FINANZIARI

Che si sia trattato di un vero e proprio crollo quello a cui abbiamo assistito dal 20/21 febbraio 2020 sono i fatti a dirlo, e non si tratta certo più di opinioni. Tutti i principali indici internazionali hanno infatti lasciato dal 30% al 50% in appena 4 settimane, con alcuni titoli che sono arrivati addirittura anche al meno 70-80%.

E’ stato senza ombra di dubbio il crollo più veloce e più violento dal 1929 ad oggi, e quindi praticamente nessuno ha mai sperimentato fra gli investitori attualmente in vita qualcosa del genere prima. Oltre tutto, questo crollo è arrivato quando non era rimasto più quasi nessuno shorter attivo, letteralmente massacrati dal movimento di vera e propria euforia visto su tutti i mercati  da ottobre 2019 a febbraio 2020.

Circolano rumors insistenti che fra i trader più attivi negli ultimi anni, che utilizzavano le varie piattaforme esistenti sul mercato, almeno un buon 50-60% abbia letteralmente azzerato i conti (e in qualche sciagurato caso addirittura complice l’utilizzo di leva finanziaria si sia rimasti anche in debito con le banche) in queste 4 settimane di autentico terrore, con il famigerato weekend dell’orrore 6/9 marzo, che ha prodotto i più imponenti gap down mai visti sui mercati (si pensi al meno 30% del crude oil, o al meno 20% di una big cap come Eni, giusto per fare qualche esempio) e che ha letteralmente dimostrato come la leva finanziaria possa diventare un arma di distruzione di massa!!!!

Non vogliamo però in questo articolo parlare di trading, ma dedicarci soprattutto agli investitori di lungo termine e ai professionisti del settore, ossia i consulenti finanziari, che hanno logiche molto diverse da quelle dei trader online.

La domanda più frequente che tutti si fanno è: ANCHE SE E’ STATO DURISSIMO IL COLPO INFERTO, ABBIAMO GIA’ VISTO I BOTTOM DA CUI RIPARTIRE GRADUALMENTE? OPPURE SIAMO SOLO ALL’INIZIO DI UN VERO E PROPRIO SCENARIO DA INCUBO?

Il panico causato da coronavirus, e le ansie e le paure date dall’incertezza prima di tutto sui tempi di fine emergenza sanitaria, ma soprattutto – COSA ANCORA PIU’ IMPORTANTE – dagli effetti devastanti che questa potrebbe avere sulle economie mondiali ha già portato con se una corsa sfrenata ai riscatti e allo smobilizzo di qualsiasi investimento in essere, e questo è già un fattore tecnico che spiega gran parte delle vendite su praticamente ogni asset cartaceo esistente al mondo avvenuto spesso obtorto collo – si pensi ad esempio al Gold, ancora una volta venduto massicciamente nella prima quindicina di marzo. La liquidità  – e l’ORO FISICO aggiungiamo noi – sono gli unici beni davvero preziosi in fasi come queste, mentre i debiti diventano la vera asfissiante zavorra per famiglie e imprese per ovvie ragioni.

Passata però questa prima sfuriata assolutamente comprensibile, cosa ci possiamo aspettare nel prossimo futuro???

Uno dei problemi più grandi che si potrebbero manifestare è che, come nessuno essere vivente ha mai sperimentato gli effetti di un emergenza sanitaria di tali dimensioni (con quasi 4 miliardi di persone praticamente agli arresti domiciliari, con attività economiche e produttive letteralmente azzerate), la stessa cosa si può dire per tutto ciò che riguarda le conseguenze finanziarie che si manifesteranno nel corso dei mesi e degli anni a venire, anche volendo essere ottimisti su tempi di recupero tutto sommati veloci dall’emergenza  covid 19. 

Nessuno era preparato – come poteva esserlo d’altronde – ad affrontare uno tsunami sanitario come quello in atto dalle prime settimane del 2020, e nessuno è assolutamente preparato per prevederne le reazioni a catena che potrebbero scatenarsi. L’unica cosa che sappiamo con certezza è che questa pandemia prima o poi gradualmente rientrerà, e con buona probabilità il primo effetto sarà quello di portare drastici e radicali cambiamenti nel nostro stile di vita.

Venendo allo specifico ai mercati finanziari, guardando il primo grafico di sp500 (l’indice che rappresenta il 50% della capitalizzazione mondiale delle borse, e che,  insieme a MSCI WORLD INDEX, è di fatto il punto di riferimento di qualsiasi gestione patrimoniale o assett management esistente al mondo) si può notare come dal 1974 ad oggi, ossia  circa negli ultimi 50 anni (che rappresenta il periodo di attività  di  qualsiasi consulente e/o investitore oggi ancora attivo), si nota subito come qualsiasi movimento correttivo, anche fra quelli più impulsivi e imponenti visti – come ad esempio il crash del 1987, o i bear market del 2000/2003 o 2007/2009 – hanno avuto sempre gli stessi elementi distintivi:

  1. TEMPI DI CROLLO DEI PREZZI SEMPRE MOLTO STRETTI (DAI 4/5 MESI DEL CRASH DEL 1987 AI 18/36 MESI DEL 2000/2003 E DEL 2007/2009);
  2. LA COSA PIU’ IMPORTANTE DI TUTTE: TEMPI DI RECOVERY DAVVERO MOLTO RAPIDI, CON IL RITORNO A NUOVI MASSIMI STORICI ENTRO POCHI ANNI.

Per un investitore di lungo termine, e meglio ancora per un consulente finanziario (che vive delle commissioni generate dal suo portafoglio clienti) questo è stato un elemento chiave soprattutto dal 1980 in poi.

La prima domanda da porsi dunque è: E’ SEMPRE STATO COSI’ IN PASSATO???

Quasi tutti sappiamo che risalendo indietro nel tempo fino alla GRANDE DEPRESSIONE del 1929 le cose andarono molto, molto diversamente (top segnati a 381 punti segnati nel settembre 1929, bottom segnati a 43 punti circa 3 anni dopo – quindi crollo piu grande del solito meno 40/60%, ma nei tempi usuali di un bear market – MA TEMPI DI RECOVERY DAVVERO LUNGHISSIMI, OSSIA OLTRE 25 ANNI). 

Prima però di analizzare nel dettaglio quel che accadde negli anni 1930/1950 (che speriamo non si ripeta mai più soprattutto perchè furono anni di guerra mondiale, regimi autoritari e stermini di massa), vale la pena ricordare che l’indice giapponese NIKKEI è il miglior esempio dei nostri tempi di un mercato che, nonostante i fortissimi rialzi visti dal 2012 al 2020, con l’arrivo di ABENOMICS (uno dei tasselli centrali del GRANDE ESPERIMENTO delle più importanti banche centrali del pianeta visto dal 2008/2009 ad oggi), sia arrivato al massimo al meno 40% dai top segnati nel 1989. Oltretutto, l’esempio giapponese è in qualche modo inquietante perchè in qualche modo  emblematico della ricetta utilizzata dai banchieri centrali di tutto il mondo per fronteggiare le bolle gonfiatesi dal 1990 in poi (tassi a zero o addirittura negativi  per lunghissimo periodo- ZIRP O NIRP –  + QE illimitati + in qualche caso acquisto diretto di etf azionari + pompaggio illimitato di liquidità nel sistema bancario etc etc), tanto che non a caso si è parlato spesso di GIAPPONESIZZAZIONE dell’economie mondiali, con tassi di crescita sovente anemici (se si escludono le economie emergenti), inflazione esasperata di qualsiasi asset cartaceo e deflazione salariale o di qualsivoglia bene reale.

Un caso più recente è quello dell’indice italiano principale Ftse mib, che a  distanza di 20 anni è arrivato al massimo al meno 50% dai massimi segnati in area 50000 punti nel marzo del 2000. 

Ovviamente, questi due indici, italiano e giapponese, pesano in maniera marginale in una diversificazione ottimale degli investimenti fatta da qualsiasi gestore professionista, e dunque le performance eccezionali avute dagli indici di maggior peso (MSCI WORLD, SP500,  DOW, RUSSEL, NASDAQ, DAX ETC)  hanno di fatto assorbito ogni eventuale negativo per un investitore di lungo termine o per un consulente finanziario.

 

Detto questo. non crediamo che esista più nessuno che abbia dubbi sul fatto che avremo una fortissima recessione in questo 2020. Il dubbio semmai è: I MERCATI HANNO GIA’ SCONTATO QUESTA RECESSIONE – tenendo bene a mente che è assolutamente impossibile al momento preventivarne l’entità e la durata???

E poi: riusciranno i recenti massicci interventi, divenuti quasi quotidiani, delle BANCHE CENTRALI a favorire una ripresa stabile dell’economia, garantendo dunque tempi di recovery dei mercati – al di là della profondità delle correzioni in atto – simili a quelli visti negli ultimi 50 anni???

Secondo i dati in nostro possesso, tutto al  momento spinge per uno scenario simil 1929, con dei livelli chiave che d’ora in avanti delimiteranno se questa ipotesi sarà quella da privilegiare per gli anni a venire oppure no, secondo quanto i mercati stessi ci diranno nelle settimane/mesi a venire – GLI ABBONATI ALGOSELECTION HANNO AVUTI SVARIATI REPORT NELLE ULTIME SETTIMANE A RIGUARDO.

Su queste pagine del canale TELEGRAM FREE vi possiamo dire che fin quando sp500 resterà sotto 2640/2690 prima e sopratutto 2880/3000, IN CHIUSURA SETTIMANALE PRIMA E MENSILE POI,  non vi sarà alcun dubbio che i violentissimi sell off visti dal 20/21 febbraio  in poi sui principali indici mondiali siano solo gli antipasti di quel che ci attender fino al 2022/2023.

Non vi diciamo per correttezza verso i nostri abbonati quali possano essere i target attesi nei prossimi 18/36 mesi, e soprattutto le dinamiche con le quali questi verranno eventualmente raggiunti, ma vi possiamo subito confermare che nuovi più profondi bottom saranno segnati già in questo 2020, che vedrà – RIBADIAMO ANCORA: FIN QUANDO 2640/2690 PRIMA E 2880/3000 POI IN CLOSE WEEKLY FARANNO DA RESISTENZA – con buona probabilità anche i recuperi più importanti.

Vi facciamo dunque vedere con i grafici relativi al Dow Jones INDUSTRIAL AVERAGE il cammino avuto dall’indice dal 1921 al 1987, poco prima del famigerato crash di WALL STREET.

 

 

 

 

E’ molto interessante analizzarne le dinamiche non solo perchè è bene tenere ben presente che la possibilità che i tempi di recovery come quelli cui siamo stati abituati ultimi 50 anni possano stavolta rivelarsi ben differenti – mentre siamo convinti che la durata di un eventuale bear market sarà ancora una volta concentrata soprattutto in 18/36 mesi, al di là dell’entità dello stesso – è tutt’altro che remota e assolutamente da prendere in considerazione. E questa non è affatto una cosa di poco conto per un investitore di lungo termine o un consulente finanziario.

Ma soprattutto perchè vogliamo evidenziare che sebbene in tanti stiano considerando la possibilità che quanto visto finora sia più paragonabile a quanto visto nel famigerato CRASH DI WALL STREET DEL 1987 – che visto nei grafici di lungo termine  sembra uno starnuto rientrato in tempi da record – NOI DI I-ALGOTRADE CI SENTIAMO AL MOMENTO DI ESCLUDERE DEL TUTTO QUESTA POSSIBILITA’.

Prima di tutto è una questione che riguarda i nostri modelli matematici su praticamente tutti gli indici internazionali, e soprattutto su quelli di maggior peso, sp500 in testa.

Nel 1987 il violentissimo movimento ribassista consumatosi in gran parte in pochissime settimane si arrestò millimetricamente al di sopra dei livelli chiave delle strutture di medio lungo termine:  e questo è ciò che è sempre accaduto quando si è avuto un fortissimo flusso di vendite partito dai massimi storici, incluso con i movimenti visti nel 2018 (in particolar modo nell’ultimo trimestre). L’unica volta che sugli indici americani  è accaduto qualcosa di paragonabile a quanto visto in questo 2020 è stata proprio nel 1929.
Per completezza dobbiamo anche dire che all’epoca tutti gli indici diedero conferma di ciò, mentre stavolta il NASDAQ 100 è stato l’unico indice internazionale a tenere, almeno per ora, perfettamente i suoi livelli chiave, posti sui 6500/6800 punti. 

 

Non c’è dunque da girarci tanto attorno: se anche Nasdaq 100 dovesse cedere i 6500/6800 punti lo scenario simil 1929 (in termini di bear market da attendersi e tempi lunghissimi di recovery)  diventerebbe sempre più una certezza. Se viceversa sp500 dovesse riconquistare quota 2640/2690 prima e soprattutto 2880/3000 poi – IN CLOSE WEEKLY/MONTHLY – allora l’ipotesi crash stile 1987 sarebbe quella da privilegiare, con tutto ciò che ne direttamente ne consegue nelle proprio scelte di investimento.

Al di là però di quello che sono le conclusioni derivanti dall’esame dei nostri modelli, indipendentemente da quanto si voglia essere ottimisti o pessimisti,  sono le considerazioni soprattutto di buon senso da tenere in debita considerazione per capire quale potrà essere l’evolversi della crisi sull’economia reale e sui mercati finanziari – per non parlare poi delle possibili conseguenze in termini di tensioni sociali e geopolitiche che queste potranno portare con se, dato che panico, ansia e rabbia sono in crescita esponenziale con il passare delle settimane.

Non vi è nulla di normale in quel che sta accadendo in giro per il mondo, e non parliamo certo solo delle terribili conseguenze in termini di morti e contagiati a causa di covid 19, che sta portando il sistema sanitario al collasso in diversi paesi. Si pensi alla velocità con la quale abbiamo dovuto rinunciare ai nostri diritti e alle nostre libertà personali;  agli incertissimi tempi che saranno necessari affinchè possano essere ripristinati;  al fatto che queste situazioni di emergenza stanno portando al totale azzeramento delle attività produttive e quindi della capacità di generare reddito (e gettito fiscale), con conseguente fortissimo impatto negativo sui risparmi; per non parlare poi delle tentazioni che tanti politici stanno utilizzando per concentrare su di se poteri sempre più forti, con parlamenti spesso non in grado più di esercitare il normale potere di verifica e controllo.

Tutto questo sta impattando in maniera abnorme, come mai si era visto nel dopoguerra, la fiducia di FAMIGLIE E IMPRESE, che sono senza ombra di dubbio il DRIVER principale di qualsiasi ipotesi ottimistica di ripresa veloce dell’economia e dei mercati. Senza dimenticare che mentre la domanda dei consumatori può si essere stimolata in maniera importante dall’azione delle banche centrali – la storia recente è li a dimostrarlo – L’OFFERTA E’ INVECE DECISAMENTE MENO INFLUENZABILE.

E quando si bloccano per mesi oltre 3,5 miliardi di persone è assai improbabile che gli effetti possano farsi sentire in maniera limitata nel tempo.

 

Veniamo dunque, alla luce di quanto sopra elencato, ai consigli per investitori di lungo termine e consulenti di investimento.

Riteniamo altamente probabile che l’oasi felice di mercati che regalano sempre e comunque belle soddisfazioni nel lungo termine sia giunta al termine, e che negli anni a venire  l’approccio totalmente passivo all’investimento, che ha consentito prima di tutto di limitare le sofferenze anche durante le correzioni di mercato più profonde  – SI PENSI ALLA PRIMA DECADE DEL 2000, OSSIA DAL 2000 AL 2009 – ma soprattutto di regalare bellissime soddisfazioni ai cosiddetti HOLDER, presenterà tutte le sue contraddizioni e i suoi limiti. 

Servirà in buona sostanza prima di tutto cercare di recuperare quanta più liquidità è possibile con il minor danno possibile, in attesa di tempi e soprattutto di  visibilità decisamente migliori di quelle attuali. E se ciò non fosse già possibile, per vincoli di qualche tipo o per difficoltà a convincersi della realtà attuale – ma significherebbe che si è deciso di investire solo negli ultimi anni- cercare di proteggere con strumenti adeguati e nel miglior modo possibile il proprio portafoglio. In buona sostanza, chi rimarrà fermo e passivo subirà con buona probabilità in maniera pesante gli eventi degli anni futuri. I rischi a nostro avviso sono davvero elevatissimi nell’applicare scelte simili  a quelle fatte negli ultimi 50 anni. Le banche centrali, e i governi, stanno già facendo e continueranno a fare sicuramente tutto ciò che è nelle loro possibilità per arginare al meglio la forte recrudescenza economica e finanziaria, ma con buona probabilità questi sforzi, come già evidenziato dagli eventi recenti, si riveleranno effimeri e di breve durata, ossia serviranno più a calmierare momentaneamente la furia dei mercati più che ad arrestarne davvero i movimenti di lungo termine.

Tenete bene a mente infine che al di là dei movimenti di breve termine – che  nostro avviso vedono un secondo trimestre 2020 ancora particolarmente difficile, mentre il terzo in grado di regalare ottime potenzialità in termini di recupero – la FASE DI RISK OFF RECENTEMENTE ATTIVATASI SUI MERCATI potrebbe rivelarsi estremamente difficile da maneggiare, per le fortissime ricadute emotive e psicologiche che in determinate fasi potrebbero acuirsi in maniera importante.

Bisogna in buona sostanza, per usare una metafora,  ora più che mai decidere se togliersi subito un dente cariato che sta creando seri problemi, con la possibilità però poi di ripristinare perfettamente ogni cosa; oppure se ritrovarsi nell’arco di 18/36 mesi con tutti i denti letteralmente per terra.

La priorità numero uno oggi deve diventare LA DIFESA DEL PROPRIO PATRIMONIO E DEI PROPRI CAPITALI. 

Chi è nella condizione migliore è sicuramente chi si trova, per fortuna o per scelta, completamente liquido e senza alcun debito – la percentuale vi assicuriamo è al di sotto del 5% a livello globale. L’oro fisico e resterà per i prossimi anni il miglior bene rifugio.

Ovviamente, rimane la possibilità di investimenti tattici e speculativi molto interessanti, già a partire da questo 2020- CON IL SECONDO SEMESTRE CHE SI CANDIDA, SECONDO I NOSTRI MODELLI, AD INTERCETTARE I MOVIMENTI PIU’ PROMETTENDI PER I PROSSIMI 2/3 ANNI.

Ma riteniamo altamente probabile, RIBADIAMO ANCORA SENZA OMBRA DI DUBBIO FIN CHE SP500 RESTERA’ AL DI SOTTO DI 2640/2690 PRIMA E SOPRATTUTTO 2880/3000 POI IN CHIUSURA WEEKLY MONTHLY – che grandi opportunità  per movimenti bullish di ampia portata e soprattutto di lungo termine non ve ne sarann prima di 24/36 mesi. Ai mercati come al solito l’ardua sentenza!!! 

 

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