FTSE MIB: GRAZIE A BANCARI E PETROLIFERI, ARRIVATO VICINISSIMO AI 24670,24, LIVELLI DI CHIUSURA DEL 21 FEBBRAIO 2020!!!!

Come poter dimenticare quel famoso venerdì 21 febbraio 2020? E dire che nelle settimane precedenti il principale indice italiano era stato in assoluto tra quelli più forti, riuscendo, sebbene solo per qualche giorno, a superare la ostica barriera dei 24500/25000 punti, che per oltre 10 anni aveva fatto da muraglia cinese. La forza propulsiva di quei giorni era stata data soprattutto dal comparto bancario, grazie all’annuncio dell’Ops di Intesa San Paolo su Ubi banca.

 

Come è andata poi da lunedi 24 febbraio alla finestra 16/23 marzo 2020 è davvero impossibile poterlo dimenticare: rimarrà scritto senza ombra di dubbio nei libri di storia dei mercati finanziari!!!

Gap down di 700 punti, segnando praticamente i massimi di periodo,  e giù in picchiata, con il  movimento diventato poi caduta libera dal 6 marzo al 16 marzo, giorno in cui furono segnati i minimi assoluti a 14153 punti, con un crollo di oltre 11000 punti in appena 18 sedute di borsa!!!!

Il recupero partito praticamente su tutte le piazze finanziari, dopo i bottom segnati nella famosa finestra 16/23 marzo 2020, è stato molto differente nel corso dell’ultimo anno, con tutti gli indici sicuramente in rialzo, ma con caratteristiche molto differenti. Dopo un bimestre aprile/maggio-inizio giugno decisamente positivo per tutti, nel periodo metà giugno- fine agosto era stato soprattutto il NASDAQ e comunque gli indici più carichi di tecnologici e ecommerce a tirare come un treno, con un comportamento invece molto più piatto di tutti gli altri indici. Quando poi il Nasdaq a inizio settembre diede il via a  un movimento correttivo deciso dai top segnai sui 12400/12500, anche il nostro FTSE MIB deteriorò notevolmente la sua struttura, arrivando a interessare a fine ottobre i livelli davvero critici di area 17600/18000 (sotto i quali tutto si sarebbe riattivato il bear market). Poi, dai primi giorni di novembre, subito dopo l’esito elettorale delle importanti elezioni americane, la notizia dell’arrivo del primo vaccino covid 19 da parte Pfizer il 9 novembre diede il via al vero e proprio cambio di staffetta tra titoli tecnologici e ecommerce e quelli più old economy e legati al ciclo economico – come bancari/assicurativi, petroliferi (il petrolio è passato da 34/37 dollari di fine ottobre ai recenti 68 dollari in appena 4 mesi !!!), industriali etc.

E’ chiaro ed evidente anche visivamente come proprio da inizio novembre le condizioni strutturali del nostro indice abbiano decisamente invertito la tendenza di medio termine, rimasto tutto sommato precaria fino a fine ottobre. E proprio il netto miglioramento di bancari/assicurativi e petroliferi, davvero di gran peso sul Ftse mib, hanno portato a ciò che stiamo vedendo soprattutto poi con l’arrivo di Mario Draghi a presidente del consiglio a inizio febbraio scorso. 

Giusto per essere chiari, pensate che Nasdaq 100 nei giorni scorsi è tornato sui 12400/12500, ossia esattamente sui livelli di fine agosto 2020, quando il nostro FTSE MIB era sui 19500/20000 punti. Mentre ora è sui 24300!!!!

 

Detto questo, con il nuovo allungo di oggi, dopo il nuovo comunicato fortemente accomodante da parte della Fed ieri sera, siamo arrivati vicinissimi proprio a quei famosi 24670,24 da cui tutto era cominciato lo scorso 21 febbraio 2020 a causa dello scoppio della pandemia covid 19!!! 

Tutto questo mentre da oggi entriamo nella fondamentale finestra temporale 18/31 marzo, che come importanza non ha nulla da invidiare a quella del 16/23 marzo 2020.

E, giusto per la cronaca, i vaccini saranno pure arrivati già  da diversi mesi, ma i problemi economici e le forti criticità procurate dalla discutibile gestione di questa pandemia sono ancora tutti li sul tavolo (con l’Italia di nuovo in una sorta di lockdown nazionale fino a dopo Pasqua)!!!!

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