SP500: A CHE PUNTO SIAMO SUL PRINCIPE DEGLI INDICI INTERNAZIONALI?

 

Il 2018 è stato uno degli anni sicuramente più problematici su tutti gli indici internazionali, da quando è partito il GRANDE ESPERIMENTO condotto da tutte le principali banche centrali del pianeta – che passandosi il testimone nel tempo e gonfiando a dismisura i propri bilanci, hanno inondato di liquidità i mercati finanziari dal 2008/2009 ad oggi, usata soprattutto per inflazionare  in maniera spropositata qualsiasi asset di carta.

 

Dopo i top segnati a gennaio 2018 un pò ovunque, da febbraio in poi è tornata ad esplodere in maniera prepotente la volatilità, con le strutture di medio termine subito interessate dalle forti pressioni innescate dai venditori.

Mentre però sugli indici europei, dopo una fase di rimbalzo decisa, durata fino a maggio-giugno, la situazione si è poi costantemente deteriorata, fino ad allineare in negativo tutte le principali coppie, evento che ha portato al violento movimento ribassista visto da fine settembre e fino a fine 2018, sugli indici americani la situazione di positività ripristinata a fine  aprile ha poi portato a segnare continui nuovi top storici fino alla fine di settembre, creando di fatto un deciso disallineamento tra indici americani e indici europei.

L’ultimo trimestre dello scorso anno però si è poi rivelato uno dei peggiori della storia degli indici americani, con in particolare un dicembre così brutto che non si vedeva dal 1931, con  SP500  che ha lasciato un 20% secco, arrivando in tempi molto rapidi a testare il box di controllo SUPPORTIVO  weekly monthly – supporto dinamico calcolato dai nostri software e vero e proprio spartiacque di medio lungo termine, che già aveva offerto deciso sostegno nella finestra temporale agosto 2015/febbraio 2016- che transitava in area 2250-2370.

Dal test di questa importante area, avvenuto durante le festività natalizie, i compratori non hanno esitato un attimo ad arrivare decisi, provocando  il più classico movimento a V, che in appena 10 settimane ha riportato i prezzi a testare l’importante resistenza DAILY WEEKLY a 2800/2820.

Su questa area i venditori hanno cominciato a farsi risentire, senza però andare oltre, almeno per ora, ad una fisiologica e salutare correzione. 

 

Fin quando si resterà sopra 2615-2670 in chiusura settimanale, non vi sarà alcuna possibilità di riattivare forti pressioni in vendita – contestualmente, fare attenzione anche al Vix e all’eventuale superamento o meno di 18-18,5.

 

Va sottolineato anche però che fin quando 2800-2820 di sp500 farà da tappo – e l’indicatore chiave non tornerà in strong buy – non vi sarà alcuna possibilità per SP500 di riprendere il cammino bullish in grado di segnare nuovi top storici. 

Per chiudere, assolutamente fondamentale è da considerare il secondo trimestre di questo 2019, per capire cosa aspettarsi nella second metà dell’anno.

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